Una metropoli a 2400 mt

Posted from Mexico City, Federal District, Mexico.

Noi italiani siamo abituati a pensare che i messicani siano sempre in ritardo, che se la prendano con comodo e che la siesta duri un sacco di tempo. Le 12 ore di viaggio promesse fra Monterrey e città del Messico sono diventate 10, con un nostro arrivo imprevisto nella capitale alle 5.30 del mattino. Altro che ritardo! Era ancora buio e, un po’ provati da una notte insonne e dall’altitudine, siamo rimasti a ciondolare in stazione fino all’alba. La nostra scelta per raggiungere l’hotel prenotato frettolosamente la sera prima su internet, è ricaduta sul “taxi seguro” che oltre ad essersi rivelato tale, è stato anche molto utile. Arrivati di fronte all’hotel, dopo aver percorso un paio di vie dove palesemente si praticava il lavoro più vecchio del mondo, l’autista ci fa: “Pero ese es un hotel de paso!”. Noi, che pur non conoscendo il vocabolo ne abbiamo capito pienamente il significato, gli abbiamo così chiesto se ce ne potesse indicare un altro in zona. Non sapremo mai se quello in cui ci ha portato fosse meglio o peggio dell’altro, ma ci risulta difficile immaginarne uno più squallido. Grazie a una ragazza coreana conosciuta in un bar il giorno dopo, abbiamo riscattato la notte nel quartiere a luci rosse con quattro in Colonia Condesa, una zona giovane e vivace piena di locali e ristoranti.

Volendo colmare le nostre lacune, abbiamo approcciato la lunga ed intricata storia messicana in due maniere molto diverse ma ugualmente soddisfacenti: la prima al museo antropologico, dove la spiegazione era più classica e formale; la seconda coi mastodontici murales di Diego Rivera al Palacio Nacional. Siamo rimasti impressionati da come questo artista del secolo scorso abbia potuto ripercorrere la grandiosità della storia messicana con una pittura ricca di figure che solo con l’aiuto di una giuda siamo riusciti a sviscerare ed apprezzare. Dalla teoria siamo passati alla pratica: il giorno successivo, evitando i costosi tour organizzati, con un autobus di linea abbiamo raggiunto le Piramidi del Sole e della Luna nel sito archeologico di Teothiuacàn. Oltre 200 gradoni ci hanno fatto raggiungere la sommità della Piramide del Sole, dalla quale siamo stati ripagati con una bellissima vista sul sito sottostante.

Siamo capitati in città in occasione della più sentita festività dell’anno: “el dia de los muertos”. Un miscuglio di religiosità e paganità adornano gli altari che ogni famiglia compone in un angolo della casa per commemorare i propri defunti: fiori, candele, foto, scheletri, dolciumi convivono all’interno di questi. La tradizione vuole che in questo giorno i defunti tornino a visitare i propri cari e per questo motivo si cerca di accoglierli preparando i loro cibi e bevande preferiti. “El Zocalo”, la piazza principale della città, era in quei giorni un carnevale di colori e maschere che ricordavano fortemente la più conosciuta festa di Halloween.

Ciò che ha portato a dimensione più umana la nostra permanenza in una delle metropoli più grandi del mondo, è stata l’ospitalità ricevuta da due famiglie messicane conosciute grazie a contatti italiani. Entrambe ci hanno aperto le porte di casa per una cena tipica condita con tanti racconti reciproci ed un calore tutto speciale. Ancora una volta la conoscenza di persone del luogo ha saziato il nostro desiderio di scambio culturale, aggiungendo valore al nostro viaggio.

  7 commenti riguardo “Una metropoli a 2400 mt

  1. Gianfranco Salomi
    5 Novembre 2012 alle 11:29

    Aspettiamo sempre con piacere i vostri resoconti di viaggio così vi siamo vicini e partecipiamo alle vostre avventure, un grande abbraccio e…buon proseguimento!

  2. Emiliano
    5 Novembre 2012 alle 14:24

    Salutatemi il mio più famoso omonimo.
    Bacioni da
    Emiliano

  3. Donata Pozzi
    5 Novembre 2012 alle 21:43

    ciao ragazzi che bello leggere i vostri racconti… un abbraccio da tutti fam. Pizzichemi e Pozzi

  4. Dorothy and Martin Vota
    6 Novembre 2012 alle 06:44

    Hello to the both of you. We are enjoying your adventure.

  5. simona
    7 Novembre 2012 alle 14:37

    Sogno ad occhi aperti e mi incanto dalle tue magiche foto Ale e dai vostri racconti.
    Meraviglioso viaggio ragazzi !!!! un bacione mamis

  6. elisa
    10 Novembre 2012 alle 13:28

    ciao ragazzi… citta’ del messico ha il suo fascino ci sono stata vent’anni fa anche di piu’,rivedere le vostre foto mi ha fatto molta nostalgia…. bravi ragazzi a presto
    bellisime le foto…

  7. Angelo
    18 Novembre 2012 alle 22:48

    Bel viaggio,grandiosi,ogni giorno quando accendo il Mac ( faccio il cromista con PhotoShop),vedo parecchie foto,mi piacerebbe conoscervi quando ritornate a Negrar.
    Intanto salutoni da Angelo

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