Una “pacifica” traversata

Posted from Cartagena, Bolivar, Colombia.

La nave è veramente una maniera di spostamento poco aggressiva: nonostante le sue tonnellate, scivola tranquilla su una superficie per lo più liscia ma a volte un po’ ondulata; non fa rumore all’allontanarsi dal porto: è dolce nel lasciare la terra e dalla prua si percepisce solo il soffice incagliarsi dell’acqua che si divide gentilmente all’incontro con questa. Si può forse dire che una nave in partenza sia il mezzo di trasporto più in antitesi con un aereo in decollo: silenziosa e lenta l’una, rumoroso e veloce l’altro. Questo modo di spostamento inizia veramente a piacerci!

Il Pacifico ci è sembrato più tranquillo dell’Atlantico; forse deve il suo nome al suo stato di “calma piatta” o forse semplicemente questa volta siamo stati più fortunati: in certi momenti la nave non sembrava proprio muoversi.

Anche questa volta abbiamo conosciuto un sacco di gente interessante; c’erano: una coppia di brasiliani simpaticissimi, lei di Rio e lui di San Paolo che continuavano con battute ironiche a sottolineare le loro differenti origini; due neo sposi, lei canadese e lui statunitense, che si sono conosciuti in Kuwait e andranno a vivere a Chicago; una signora che anni fa con suo marito è partita per un viaggio sabbatico in barca a vela durato 6 anni; una famiglia di 4 persone, lui svedese, lei di origini indiane e due figlie di 10 e 8 anni che si stanno trasferendo dall’Oregon in Colombia alla ricerca di cure alternative per un cancro di lei (economicamente impossibili negli Stati Uniti); un importatore di farfalle ed insetti che da un semplice hobby ha creato un impero grazie a clienti a Hollywood e commissioni dall’industria cinematografica (ha venduto ragni per il film “Aracnofobia”).

La particolarità di questi giorni di navigazione (durante i quali la nave ha fatto delle tappe ma noi non siamo scesi), è stato l’attraversamento del canale di Panama. Il primo tentativo di costruzione del canale fu fatto dai francesi nel 1880, ma fallì subito per via di problemi economici; a seguito della sua indipendenza nel 1903, Panama negoziò con gli Stati Uniti un secondo tentativo di costruzione che terminò con successo nel 1914, lasciando però il controllo del canale in mano americana fino al 1999; dopo tale data, la manutenzione e l’amministrazione del canale passarono in toto ai panamensi. Dalla sua apertura più di un milione di navi da tutto il mondo hanno transitato nel canale; oggi circa 14000 navi lo attraversano ogni anno e i panamensi stanno lavorando al suo ampliamento. Dall’Oceano Pacifico, tre chiuse ci hanno permesso di salire i 26 metri necessari a colmare il dislivello con il lago Gatun e altre tre ci hanno fatti scendere di altrettanti metri nel mare dei Caraibi; il tutto in circa 8 ore. Durante tutto questo tempo siamo rimasti incantati ad osservare l’apertura e la chiusura delle dighe che creano un ascensore acquatico che con estrema facilità ha sollevato i nostri 296 metri di nave.

Ora siamo in Colombia e l’abbiamo raggiunta senza volare.

 

  16 commenti riguardo “Una “pacifica” traversata

  1. Roberto
    5 dicembre 2012 alle 09:26

    Ciao butei.
    Continuate a divertirvi e a divertirmi con i vostri bellissimi report e le stupende foto. Io continuo a seguirvi con interesse e……………..sempre con tanta, tanta, tanta, sana invidia.

  2. Dany Gloder
    5 dicembre 2012 alle 10:28

    Io leggo le vostre bellissime righe e mi immedesimo nel vostro viaggio!!! Mi sono immaginata la tega del canale di panama… ma che bello dev’essere stato attraversarlo?? e poi, imparo un sacco di cose con voi… però mi mancateeeee!!!

  3. la mamma
    5 dicembre 2012 alle 10:41

    bravi sono molto orgogliosa di voi, vi invidio un pò ( lo dico io che non sono la vostra mamma), buona avventura. la mamma e il papà e l’insegnante Maria.

  4. chiara
    5 dicembre 2012 alle 13:30

    Ben arrivati ragazzi, aspettavo questo aggiornamento!!!!
    Ora di nuovo un buon viaggio, buona nuova ripartenza!
    ci sentiamo presto

  5. Sil
    5 dicembre 2012 alle 14:09

    Siete dei poeti. <3

  6. Donata
    5 dicembre 2012 alle 14:13

    Ciao ragazzi ma che bello anche gli ascensori acquatici:-) baci e alla prossima storia

  7. emiliano
    5 dicembre 2012 alle 16:24

    Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci. (Jim Morrison)
    Ciao da Emiliano

  8. Teo
    6 dicembre 2012 alle 00:04

    “…Nessuno può capire un porto se non sa il mare che cos’è…” (PFM)

  9. Mirta
    6 dicembre 2012 alle 08:46

    Carissimi Elisa e Ale,
    a noi invece proprio oggi tocca volare…gia’, il nostro viaggio e’ al termine. Tra poche ore ci imbarcheremo dall’aeroporto di Kathmandu e torneremo in Italia.
    5 stupendi mesi di vagabondaggi per l’Asia, un’esperienza indimenticabile.
    D’ora in poi vi seguiremo da Trento 🙂
    Buon proseguimento ragazzi! Noi facciamo sempre il tifo per voi.
    Un abbraccio

  10. cerreti gianfranco e zorzi annamaria
    6 dicembre 2012 alle 11:33

    bella avventura, con curiosità ed un pò di invidia continuiamo a seguirvi, il sudamerica sarà meraviglioso, non ci siamo mai stati anche se dovevamo andare a trovare mio cugino che lavora in argentina, allora pendiamo dai vostri racconti per farci un’idea.
    buona passeggiataaaaaaaaa
    franco e anna

  11. rod
    7 dicembre 2012 alle 10:57

    Bellissime le foto.. oltre che la storia

  12. Ivan
    9 dicembre 2012 alle 16:36

    Foto davvero bellissime, e le descrizioni completano sempre questa fantastica avventura
    Grazie ragazzi 🙂

  13. elisa
    10 dicembre 2012 alle 13:54

    ciao ragazzi che bello seguirvi mi fate viaggiare con la mente in questo periodo e’ gia sufficiente quella….sono curiosa di vedere delle foto della colombia …perche’ la gente del posto mi dice che e’ meravigliosa e i colombiani sono molto solari …
    buena sorte

  14. Tita & Lolli
    10 dicembre 2012 alle 16:36

    Ciao Ragazzi, siamo ancora quà e vi seguiamo sempre, i vostri racconti sono sempre meravigliosi ed oltre ad i luoghi sono meravigliose le storie della gente che si incrociano con il vostro viaggio…. mille realtà che fanno spostare la gente per il mondo. Assolutamente affascinante. Credo che oltre ad i luoghi poi sono le varie storie di vita che entrano indissolubili nella mente e nel cuore….
    Ciao a presto… e … “AVANTI TUTTAAAA!!!” 😉

  15. simona
    10 dicembre 2012 alle 17:38

    Sempre più magica la storia-viaggio e super wonderful le foto!!!!!
    un forte abbraccio mamis

  16. Federica
    10 dicembre 2012 alle 20:29

    Ciao carissimi, e’ sempre stato un mio desiderio quello di attraversare il canale di Panama…grazie a voi l’ho vissuto attraverso i vostri racconti e foto (bellissime)!!grazie!! Buon proseguimento di viaggio ragazzi 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *