Caramelle al caffè

Posted from Manizales, Caldas, Colombia.

Quando pensiamo ad una cittadina di montagna, ci immaginiamo casette basse, gerani ai balconi, baite in legno che offrono polenta, spezzatino e cioccolata calda, mucche che pascolano nei prati. Inutile descrivere il nostro stupore quando arrivati alla stazione degli autobus di Manizales (località a 2150 metri d’altezza nella Zona Cafetera), ci dicono che il mezzo più rapido per raggiungere il centro è una teleferica di recente costruzione che sorvola migliaia di case coi tetti in lamiera addossate una all’altra e stradine verticali che s’inerpicano sui versanti della montagna.

Alla fermata indicataci (si, qui le teleferiche fanno le fermate intermedie!) scendiamo e buttiamo il naso in un bar-panetteria per chiedere informazioni; si affaccia un ragazzo giovane che ci chiede subito da dove veniamo e che, alla nostra risposta, sgrana gli occhi e ci confida di essere pazzo per l’Italia e di non avere mai conosciuto degli italiani. Javier ci consiglia un ostello a pochi passi da lì e ci invita a prendere un caffè in sua compagnia. Scopriamo che ha una Vespa e che fa parte di un club di amatori della città, col quale fa spesso raduni e gite fuori porta; il suo sogno più grande è imparare l’italiano e fare un viaggio in Italia. É anche appassionato di fotografia e ci mostra alcuni scatti fatti in occasione di una gita in Vespa sul Nevado del Ruiz, un vulcano distante pochi chilometri. Non possiamo che restare senza parole dall’ospitalità colombiana che ci vede piacevolmente costretti ad accettare un invito a colazione per il giorno dopo. Javier ci accoglie con sei volumi fotografici dedicati alla Colombia e, mentre divoriamo la “mil hojas” gentilmente offerta, ascoltiamo i suoi consigli sui nostri prossimi spostamenti. Ci salutiamo con la promessa di restare in contatto e lui ci regala delle caramelle al caffè per il viaggio. Da bravi italiani abituati a non accettare caramelle dagli sconosciuti, restiamo veramente colpiti dalla disponibilità di questa gente che, senza neppure conoscerti ti invita a casa sua e ti racconta i suoi sogni più grandi. Troviamo sempre molta apertura da parte di qualsiasi persona a cui chiediamo indicazioni e che ci dedica sempre più tempo di quello che ci aspetteremmo. Mettiamo le caramelle nello zaino insieme alla felicità di aver conosciuto un altro amico colombiano.

  6 commenti riguardo “Caramelle al caffè

  1. Emiliano
    15 Dicembre 2012 alle 09:32

    Bisogna “mangiarle”.
    Caramelle al caffè così, sono sempre piu’ rare. Fortuna che ci sono ancora “negozi” in giro, dove dignità conta ancora qualcosa.
    Ciao da Emiliano

  2. Dany Gloder
    15 Dicembre 2012 alle 15:18

    Che bellissimi racconti… e che belle foto Eli!!! 😛
    Oggi un po’ di famiglia si riunisce… sono strafelice di vedere coco’ e mamma Simona, mancate voi!!! Lacrimuccia… ma vi penseremo tanto!!!
    In realtà siete sempre qui nel cuore…

  3. antonio (verona)
    15 Dicembre 2012 alle 16:36

    favoloso ,vi invidio e vi auguro buon natale buon anno buon viaggio

  4. Donatella e Carlo
    16 Dicembre 2012 alle 11:42

    anche a Sapporo ci regalarono caramelle, alle erbe però, e ci diedero indicazioni preziose che,nonostante la lingua, capimmo benissimo… CHE BELLO IL MONDO!!! un abbraccio Carlo e Donatella

  5. Mauro C.
    16 Dicembre 2012 alle 12:58

    Ciao, sono Mauro l’amico della Dani e del Paga. Oggi, finalmente, sono riuscito a dedicare del tempo al vostro blog leggendolo dalla prima all’ultima storia tutto d’un fiato. Il tutto accompagnato dal mio album preferito di Enya come colonna sonora.. Non ho parole!
    L’invidia é ai massimi livelli, mi hanno colpito in particolare le esperienze di vita messicane, soprattutto quella di Acatzingo che mi ha fatto riflettere molto e anche commuovere.
    Non posso poi non condividere il pensiero che avete espresso dopo essere stati ad Atlanta ospiti di amici: la cosa che distingue un semplice turista da un Viaggiatore con la V maiuscola é proprio il contatto con la gente, scoprirne le abitudini e gli stili di vita, l’adattarsi e il cercare di integrarsi con le diverse culture. Quest’estate con un amico ne ho avuto solo un piccolo assaggio facendo una vacanza coachsurfing fra Francia e Spagna, niente però confronto a ciò che state vivendo voi.
    Tutto ciò mi ha fatto poi ricordare una frase che avevo letto in un ostello quando vivevo all’estero:
    “The journey in life is like reading a book, those who never leave home never get off the first page”
    Niente di più vero… Buon viaggio!!
    Mauro

  6. cristina
    16 Dicembre 2012 alle 13:55

    Ola ragazzi, è sempre bello seguirvi e immaginarvi in questi posti ricchi di umanità.
    Buon Natale e sereno 2013, avanti tutta!!!!!
    Baci

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