Otavalo, Ecuador

Posted from Otavalo, Imbabura, Ecuador.

La notte trascorsa a Pasto ci è servita da punto di partenza per passare il confine con l’Ecuador la mattina successiva. Tutti ci avevano allertato sulle solerti procedure doganali e i conseguenti tempi biblici per entrare nel paese ma, per nostra fortuna, è stato l’esatto contrario: 10 minuti per il timbro d’uscita e altri 10 per quello d’entrata, il tutto senza il minimo controllo ai bagagli.

A mezzogiorno eravamo già ad Otavalo, piccola cittadina a 2 ore dal confine la cui particolarità è un mercato di artigianato quotidiano nella piazza principale, che attrae persone da tutto l’Ecuador. I prodotti principali sono tessuti e capi d’abbigliamento dei più svariati colori, molti dei quali realizzati in alpaca. Siamo stati tentati più volte da sciarpe e maglioni, ma abbiamo resistito pensando al peso degli zaini… le nostre spalle ringraziano!

La mattina seguente, per sgranchirci le gambe prima di 4 ore di pullman per Quito, abbiamo deciso di affrontare la ripida salita che in un’ora e mezza ci ha portati al Lechero, un albero solitario sulla sommità di una montagna a 3000 metri. Appena usciti a piedi dalle vie del centro, la strada si è fatta ripida e si è inoltrata in un bosco di profumati eucalipti; arrivati in quota, il bosco si è diradato e ha lasciato spazio a un prato dove da più di 100 anni si trova l’albero solitario. Da lì si può godere di una splendida vista sulla laguna di San Pablo e sui due vulcani Imbabura e Cotacachi, considerati mamma e papà della città di Otavalo. Un ottimo benvenuto da questo nuovo paese!

  3 commenti riguardo “Otavalo, Ecuador

  1. Emiliano
    22 Dicembre 2012 alle 09:08

    E bravi “geonauti”. Altra tappa ed altre foto e novelle mi attendono. Molto bene
    Riuscite a fare un salto alle Galapagos?

    Bacioni
    Emiliano

  2. 22 Dicembre 2012 alle 14:11

    È Natale
    È Natale ogni volta
    che sorridi a un fratello
    e gli tendi la mano.
    È Natale ogni volta
    che rimani in silenzio
    per ascoltare l’altro.
    È Natale ogni volta
    che non accetti quei principi
    che relegano gli oppressi
    ai margini della società.
    È Natale ogni volta
    che speri con quelli che disperano
    nella povertà fisica e spirituale.
    È Natale ogni volta
    che riconosci con umiltà
    i tuoi limiti e la tua debolezza.
    È Natale ogni volta
    che permetti al Signore
    di rinascere per donarlo agli altri.
    Madre Teresa di Calcutta

  3. Tita & Lolli
    24 Dicembre 2012 alle 14:41

    Ciao Amici! in merito “Alle vostre spalle ringraziano” mi sono chiesta ques’ultima settimana, che per noi era giunta l’ora della tanta sospirata settimana di ferie, (siamo stati a Zanzibar spero che sia una delle vostre mete perchè e bellissima!!!!) ma come caspita avete fatto ad organizzarvi per un viaggio simile con così poco bagaglio e soprattutto come fate a non farvi “rapire” dal fatto di portarvi dietro qualche ricordo dei vari luoghi che avete visitato??
    Un abbraccio e …. avanti tuttttttaaaaaaaaaa!!!!

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