La remota Chiloè

Posted from Castro, Los Lagos Region, Chile.

Per raggiungere Chiloè prendiamo un autobus che pochi km dopo essere partito viene imbarcato su un traghetto che in soli 20 minuti ci sbarca sull’isola. Scendiamo ad Ancud, graziosa cittadina che quando arriviamo sembra disabitata, ma che verso mezzogiorno si anima: capiamo che qui le giornate iniziano tardi, anche perché il sole tramonta alle 21.30 e i negozi restano aperti fino a quell’ora. Siamo di nuovo alloggiati in una casona i cui proprietari sono estremamente gentili e simpatici: l’ospitalità deve proprio essere una caratteristica cilena! Avevamo letto sulla guida che Chiloè è un’isola piovosa dove, anche quando non diluvia, scendono comunque costantemente un po’ di goccioline e per questo ci siamo attrezzati: usciamo con la giacca impermeabile ma è un continuo metterla e toglierla perché ogni 10 minuti si alternano schiarite con cielo blu e sole caldissimo e nuvoloni carichi di pioggia. Ci prendiamo un paio di “lavate” ma poi ci asciughiamo subito e decidiamo che è inutile stare in casa aspettando che smetta di piovere perché tanto sarà così tutto il giorno. Il lungomare di Ancud è molto curato ed è pieno di attrezzi simpatici per fare esercizi, ma gli abitanti del luogo sembrano apprezzarli di più per fare divertire i bambini, sebbene questi non siano affatto adatti a loro. Passeggiamo e ci adattiamo al clima per noi un po’ strano, mentre decidiamo cosa fare il giorno seguente. Ci consigliano di andare a Castro, altra cittadina chilota, nonché capitale dell’isola. Arriviamo nel mezzo del festival costumbrista, ovvero una specie di fiera del cibo e dell’artigianato: non potevamo essere più fortunati! Scopriamo una serie di piatti tipici che assaggiamo curiosi, facendoci spiegare bene di cosa si tratti. Il più particolare è la chochoca: una pasta di farina e patate che viene stesa su una specie di mattarello di legno molto grande messo a girare sul fuoco; quando la pasta è cotta ed assomiglia ad una massa per pizza, viene riempita di carne di maiale, arrotolata su se stessa e tagliata a fette, assumendo così l’aspetto di uno strudel di mele. E’ molto saporita ma piuttosto pesante! Assaggiamo anche le empanadas de mariscos: frittelle ripiene di frutti di mare e beviamo il famoso licor de oro, un liquore tipico fatto da frutta fermentata e privo di alcool (seguiranno schede cibo più specifiche!). Nel pomeriggio andiamo a visitare le palafitte di Castro: ce ne sono diverse in questa città ed è interessante osservare le barche dei proprietari delle palafitte arenate sulla sabbia perché in questo momento della giornata la marea è bassa. Da Castro il giorno dopo raggiungiamo in bus e traghetto l’isola di Quinchao, un luogo estremamente tranquillo dove il tempo sembra essersi fermato. L’attrattiva dell’isola sono le chiese costruite interamente in legno, tra le quali visitiamo quella settecentesca di Achao, un paesino di poche centinaia di abitanti. La pioggia continua ad alternarsi ad inaspettate schiarite e riusciamo così a passeggiare sulla particolare spiaggia nera e ad osservare il contrasto che c’è fra l’atmosfera cupa dell’isola e le case dipinte in colori sgargianti. È veramente surreale l’atmosfera che regna su tutta l’isola di Chiloè: sembra quasi di essere tornati indietro di decenni e la tranquillità che la pervade è piacevolmente disarmante per noi che siamo sempre abituati a correre senza meta di qua e di là. Gli abitanti trasmettono un piacevole senso di pace e non hanno fretta di andare in nessun luogo: la loro bella Chiloè non ha nulla da invidiare a nessun luogo sulla terraferma.

  3 commenti riguardo “La remota Chiloè

  1. Franco
    19 Febbraio 2013 alle 15:13

    E la terra del fuoco si avvicina….
    Ciao, papà

  2. Emiliano
    19 Febbraio 2013 alle 18:43

    Ciao a tutti.
    Chiloè ” -42° 10′ 57.65″, -74° 9′ 23.57″, questa coordinata me la segno. E’ un posto bellessimo, ed il racconto di Eli e le foto di Ale,lo dimostrano. Infondono tranquillità e pace nel senso di ” non ho fretta”.
    Non oso pensare la Patagoni. Aspetto con ansia.
    Hasta siempre
    Emiliano ed Elena

  3. michela
    7 Marzo 2013 alle 19:28

    Le palafitte e le case tutte colorate sono magnifiche, ma la chiesa completamente in legno mi ha lasciata senza parole…

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