Quel che resta di Chaitèn

Posted from Chaitén, Los Lagos Region, Chile.

Abbiamo lasciato Chiloè con un traghetto notturno alla volta di Chaitèn, cittadina dai pochi abitanti dalla quale volevamo subito ripartire percorrendo la strada numero 7 verso sud, ovvero la famosa Carretera Austral. Arrivati a Chaitèn all’alba, ci siamo subito informati sui mezzi in partenza e abbiamo scoperto che il prossimo sarebbe partito dopo una settimana. Così, ancora una volta, abbiamo preso una direzione diversa da quella desiderata e ci siamo diretti ad est. Prima di ripartire da Chaitèn però, visto che avevamo qualche ora a disposizione, abbiamo deciso di fare una passeggiata alla ricerca di una cosa di cui avevamo sentito parlare e che ci sembrava molto particolare e misteriosa. Siamo incappati così in una lunga serie di case e veicoli sommersi da ciò che sembrava sabbia, dei quali spuntava solo il tetto; pensavamo di essere finiti in un film horror-fantasy dato il paesaggio estremamente surreale. Camminando per le vie abbiamo incontrato una famiglia occupata a scavare per recuperare qualcosa dalle case insabbiate, come lamiere o assi di legno. Incuriositi abbiamo chiesto se loro si trovassero lì il giorno in cui il poco lontano vulcano Chaitèn aveva iniziato a spargere la sua cenere sull’omonima cittadina, ma loro ci hanno spiegato che fortunatamente i circa 4000 abitanti erano stati evacuati prima dell’eruzione. Oggi, 5 anni dopo, del paese rimane ben poco: alcune case, una stazione di servizio, qualche piccola pensione per i turisti curiosi che vengono solo per vedere le case sommerse e una presunta agenzia viaggi in evidente difficoltà ad organizzare i trasferimenti per quei pochi avventati che giungono fino a qui.

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  10 commenti riguardo “Quel che resta di Chaitèn

  1. javier y nathalia
    20 Febbraio 2013 alle 03:45

    mucha suerte les deseamos disfruten de esos paisajes tan maravillosos parecen de sueños.las fotografias geniales.nos vemos.

  2. chiara
    20 Febbraio 2013 alle 10:58

    ma io voglio una foto della signora con sorriso stampato mentre la ely sclera come una matta!!!!!
    queste cosa vanno assolutamente documentate ale!!!!

    baci cari

    p.s. hei hei, per la prima volta sono la prima a commentare!!!!

  3. Fabrizio&Elisa
    20 Febbraio 2013 alle 15:28

    Le foto rendono benissimo l’idea… mamma mia che desolazione…
    Gli imprevisti dei viaggi miei cari Elisa ed Alessandro… ma voi non siete certo stati colti alla sprovvista e subito avete cambiato rotta e … via verso nuove avventure!!!!
    Buon proseguimento

  4. ale
    20 Febbraio 2013 alle 16:05

    le vostre capacità narrative (quelle fotografiche già lo sapevamo!) sono sbalorditive!davvero bravi!
    e….impariamo un sacco di cose!
    un abbraccio intercontinentale!
    avanti cosi!

  5. Donatella e Carlo
    20 Febbraio 2013 alle 20:26

    Davvero uno spettacolo surreale, sembra di essere in un altro mondo….dai colori del cielo, alle forme delle nuvole, alle sagome delle case… tutto un po’ inquietante. Certo ragazzi che ogni giorno è una nuova avventura, una nuova sfida… Noi viaggiamo insieme a voi scoprendo cose che non immaginavamo… abbiate cura di voi! BUONA VITA E BUON VIAGGIO. Un immenso abbraccio

  6. Emiliano
    21 Febbraio 2013 alle 17:07

    Mamma mia….da film! Che posto.
    Grandi foto Ale.
    Alla prossima
    Emiliano ed Elena

  7. simona
    24 Febbraio 2013 alle 08:23

    Davvero inimmaginabile un simile paesaggio ragazzi!
    Povera gente, che squallore!
    Le foto allarmano ancor più dello scritto.
    Vi abbraccio fortemente, mamis

  8. Tita & Lolli
    4 Marzo 2013 alle 17:19

    Ciao amici virtuali…. Ho saltato un po’ di vostre tappe… Ma ora recupero 🙂 ci affascinate sempre con posti a noi completamente sconosciuti…. Grazie per i vs reportage…
    avanti tuttaaaaaaaa!!!!!

  9. Giorgio Ricci
    14 Ottobre 2014 alle 16:06

    Ma non sono forse questi gli ‘imprevisti’ che rendono indimenticabile un viaggio? Ciao e complimenti!

    • eliale
      15 Gennaio 2015 alle 10:53

      Hai ragione Giorgio,
      ce ne sono stati anche tanti altri di imprevisti che per non fare preoccupare le nostre mamme non abbiamo raccontato… Ma se avrai la pazienza di aspettare ancora un pochino, ho quasi finito di scrivere il libro dove svelo tutto, ma proprio tutto quello che è successo in viaggio!
      Grazie per averci scritto e scusa per il ritardo della nostra risposta.
      Elisa e Alessandro

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