Diario di bordo

Posted from Hong Kong, New Territories, Hong Kong.

DAY 1 – 22/3/2013

Eli – Ale: Siamo a bordo! La nave è ancora in porto ma noi siamo saliti da qualche ora. L’ultimo “gracias” l’abbiamo detto a chi con una macchina ci ha accompagnati fino alla scaletta della nave (non si poteva camminare sul molo) e il primo “thank you” invece l’abbiamo detto a chi ci ha dato il benvenuto a bordo. Che emozione! Appena entrati in cabina (al settimo di nove piani), non abbiamo potuto far altro che emettere un grido: un salottino con due divanetti, un tavolo, tre sedie, una scrivania, TV, HI-FI, frigo…una camera da letto con abat-jour, un letto enorme, comodini, cassettiera…un bagno con specchio sul lavandino, armadietto per le nostre cose, carta igienica a volontà, asciugamani e sapone.. una armadio per appendere i vestiti, tre oblò che guardano la prua della nave.. Era tanto che non avevamo una camera così pulita, spaziosa, accogliente e confortevole! Un bell’inizio sicuramente! Subito ci ha bussato alla porta il cuoco, chiedendoci se avessimo già cenato e noi, che ovviamente aspettavamo di salire a bordo per cenare, l’abbiamo seguito nella sala da pranzo: tre tavoli (di cui uno riservato a noi) dove qualche ora prima avevano già cenato gli ufficiali e due piatti di spaghetti alla carbonara. Nella cucina ci son pane, marmellate, NUTELLA, burro di arachidi, the, caffè a tutte le ore. Siamo estasiati da tante comodità! Ci sembra quasi di essere a casa con tutti questi confort e ci rendiamo conto che in questi sei mesi ci siamo veramente adattati a non avere tantissime cose che a casa daremmo per scontato. Domani vogliamo esplorare la nave e capire cosa faremo nei prossimi giorni. Per stasera ci godiamo la cabina e svuotiamo finalmente gli zaini!

DAY 2 – 23/3/2013

Eli: Il nostro primo giorno completo a bordo è stato piuttosto interessante: con la scusa di spiegarci bene tutti i sistemi di sicurezza (siamo pure saliti sulla scialuppa di salvataggio e abbiamo imparato ad accendere il motore), ci hanno fatto fare un giro completo della nave. E’ bello capire come funzionano le cose e come i marinai scandiscano la loro giornata lavorativa. La sala comandi ci affascina: possiamo entrarci e uscirci a nostro piacimento e il capitano è disponibilissimo per due chiacchiere ad ogni ora. I pasti sono ad orari un po’ strani per noi: colazione alle 7, pranzo e alle 12 e cena alle 17…con in mezzo due pause caffè. Alle 17 finiscono i turni di lavoro e l’equipaggio dopo cena si raduna in una sala TV provvista anche di giochi in scatola, libri e riviste varie. La nostra cabina è molto comoda e ci siamo già sistemati bene le cose che non vedevano l’ora di uscire dagli zaini. Abbiamo già anche fatto due lavatrici! Dagli oblò della cabina vediamo il tramonto sull’oceano…Ale immortala ed io mi perdo con lo sguardo all’orizzonte…

DAY 3 – 24/3/2013

Eli – Ale: Mare più tranquillo di ieri, almeno per la maggior parte del giorno. La nave oscilla sempre abbastanza comunque, più delle due da crociera che abbiamo preso. Ieri ci avevano spiegato le procedure di sicurezza e oggi, appena abbiamo sentito l’allarme antincendio, ci siamo precipitati al punto di raccolta, giubbotti salvagente alla mano, per realizzare di essere gli unici lì…Quando abbiamo chiesto spiegazioni a riguardo, si sono scusati dicendoci che si erano dimenticati di avvisarci che era solo una prova della sirena! Sono tutti molto gentili e disponibili ma se noi non li cerchiamo, loro si dimenticano della nostra presenza a bordo, considerato che la nave e’ lunga279 metrie siamo solo in 24 persone!

DAY 4 – 25/3/2013

Ale: I pochi gabbiani appollaiati sui container che ci avevano accompagnati fin qui, oggi non ci sono. Saranno andati via per cercare cibo o tornare verso la terraferma. Forse si erano addormentati la notte della partenza e al loro risveglio si sono trovati come noi al largo e, non sapendo che fare, sono rimasti con noi per 4 giorni. Piccoli voli di perlustrazione attorno alla nave e poi ritorno sulle centinaia di colorate piste di atterraggio metalliche. Sono partiti con noi almeno una trentina di gabbiani; poi sempre meno e oggi siamo rimasti solo noi e l’equipaggio. Domani visita alla sala motori per rompere la monotonia della giornata; appuntamento alle 9 in sala da pranzo con il direttore di macchina.

DAY 5 – 26/3/2013

Eli: Il tempo passa più velocemente del previsto e finora non ci siamo ancora annoiati. Le giornate sono scandite dagli appuntamenti con la sala da pranzo e, tra un pasto e l’altro, ci godiamo un po’ di relax dopo mesi di corse, di pensare a dove mangiare, dove dormire, come spostarci… Ogni tanto qualche ufficiale risponde esaustivamente alle nostre domande, facendoci così passare qualche ora diversa, cosa che sicuramente apprezza anche lui stesso, per cambiare un po’ la sua routine. Oggi ad esempio il direttore di macchina ci ha dedicato un paio d’ore della sua giornata spiegandoci come funzionano i motori e portandoci a visitare il suo regno di metallo. Io sono rimasta impressionata nel vedere come delle persone possano lavorare tutto il giorno in un ambiente così rumoroso, a temperature super elevate e senza la luce del sole. Ale forse ci ha capito un po’ più di me su certe spiegazioni tecniche ma ho trovato tutto piuttosto interessante anche io. Ho ripensato ad alcuni dei miei ex colleghi ingegneri della ditta metalmeccanica dove lavoravo prima: loro si che sarebbero stati entusiasti di questa visita!

DAY 6 – 27/3/2013

Eli: Non abbiamo ancora incontrato un’altra nave. Siamo soli in mezzo all’oceano e se ci penso razionalmente credo che siamo stati due pazzi ad imbarcarci e mi viene una paura… Ma in generale cerco di non pensarci troppo e di concentrarmi invece sulle varie attività che ogni giorno programmiamo. Stiamo sistemando le foto scattate in questi primi 6 mesi di viaggio, leggiamo, guardiamo film, ci sfidiamo a dama e a ping pong e non abbiamo ancora provato la piscina o la sauna, così ci teniamo qualche novità per i prossimi giorni. A momenti il mare è piuttosto mosso (almeno secondo la nostra opinione, perché i marinai dicono che è tranquillissimo!) ma fortunatamente, a parte un po’ di fastidio alla tesa di tanto in tanto, non stiamo soffrendo il mal di mare…speriamo continui così! Il capitano ci ha raccontato che una volta, quando si trovava vicino alle coste africane, sono stati fermati dai pirati. Curiosi, gli abbiamo chiesto cosa fosse successo, aspettandoci che avessero ferito, derubato e spaventato l’equipaggio…e invece sono semplicemente saliti a bordo per vendere la loro mercanzia, ovvero oggetti di artigianato! Non ci sono più i pirati di una volta!

DAY 7 – 28/3/2013

Eli – Ale: Il diversivo di oggi è stata l’esercitazione antincendio delle 15.30. Ognuno con il suo salvagente e la sua muta in neoprene (noi avevamo dimenticato l’elmetto!), ci siamo trovati al punto di raccolta. Qui, gli addetti allo spegnimento del fuoco hanno simulato il salvataggio del cuoco, che era rimasto all’interno della palestra e l’hanno messo su una barella per trasportarlo in infermeria. Poi, altre due persone hanno spiegato a tutti come mettersi la muta in neoprene e si sono buttati in piscina per testare l’attrezzatura. L’esercitazione si è conclusa con una spiegazione teorica delle manovre di primo soccorso, che tutti i marinai dovrebbero saper applicare in caso di necessità. E’ stato tutto interessante ed illuminante per noi. Chissà se in caso di vero pericolo sarebbero tutti calmi e tranquilli come nell’esercitazione…speriamo di non doverlo sperimentare!

DAY 8 – 29/3/2013

Eli – Ale: E’ trascorsa una settimana. Non pensavamo passasse così in fretta, anche se il pensiero che ne manchino ancora 3 ci spaventa un po’. Le nostre giornate stanno prendendo un certo ritmo e, per alcune cose, siamo già diventati abitudinari! Ogni sera dopo cena saliamo sul ponte per vedere il tramonto. Ce li saremmo aspettati più o meno tutti uguali i tramonti sull’oceano, e invece ogni sera le nuvole disegnano il cielo in qualche maniera nuova ed è sempre uno spettacolo diverso da quello precedente.

DAY 9 – 30/3/2013

Eli: Circa una volta al mese tutto l’equipaggio si raduna su uno dei ponti esterni e fa una grigliata in compagnia. Oggi era quel giorno, organizzato anche un po’ per festeggiare la Pasqua. I preparativi sono iniziati verso le 4 del pomeriggio, con i marinai filippini che hanno acceso il fuoco ed arrostito un intero maialino. Verso le 6 sono arrivati anche gli ufficiali e, a turno, ognuno si cuoceva la sua carne sulla griglia. Il capitano ha offerto birre e coca cola e per concludere la cena anche due bottiglie di brandy. Per coprire almeno in parte il rumore del motore, c’era la musica ad un volume da discoteca, ma si riusciva comunque a scambiare quattro chiacchiere. E’ stata per noi un’ottima occasione per socializzare con tutto l’equipaggio perché finora avevamo solo avuto modo di rubare un po’ di tempo al capitano e al suo vice, ma non ai marinai. Tutti sono stati estremamente gentili con noi e hanno saziato molte delle nostre curiosità sulle loro vite da marinai sulle quali ci eravamo fatti domande da prima di salire a bordo. E’ sempre spiazzante quando succede che qualcuno ti fa cambiare il tuo punto di vista su qualche argomento: parlando con uno di loro, mi è venuto spontaneo dirgli che penso che il suo sia un lavoro difficile, perché per 6 mesi l’anno uno è lontano da casa, e deve essere ancora più dura se si hanno figli e moglie (come nel suo caso). La sua risposta mi ha sorpresa: lui infatti mi ha detto che secondo lui è molto più facile fare questo lavoro quando sai che a casa ci sono moglie e figli ad aspettare il tuo ritorno. “Se lavorassi solo per me stesso, che senso avrebbe? Così invece so che posso mandare a scuola i miei figli, e che tutti mangiano 3 volte al giorno. Per me stesso non lo farei.” Tutti stanno aspettando con ansia di arrivare a Hong Kong perché, una volta lì, la compagnia dirà loro se possono andare a casa in vacanza o no. I loro contratti infatti sono di 6 mesi, ma alcuni sono su questa nave da più tempo (il cuoco e’ qui da 11 mesi). Ci hanno chiesto del nostro viaggio, del perché non vogliamo volare e abbiamo scelto di fare questo lungo e noioso viaggio in nave. “Per noi” ci ha spiegato uno di loro, “essere in un aeroporto significa tornare a casa, andare in ferie. Non riesco ad immaginarmi una vacanza su una nave”! La serata è stata proprio piacevole e un bel diversivo dalla nostra routine!

DAY 10 – 31/3/2013

Eli – Ale: Tutti i marinai oggi avevano mezza giornata libera in occasione della Pasqua. Li abbiamo visti dedicarsi a giochi di carte, a suonare la chitarra, a guardare film, e a fare il bucato. Ci hanno confessato però che preferiscono non avere troppi momenti liberi perché si annoiano, mentre invece quando lavorano il tempo passa più velocemente. Uno degli ufficiali stasera ci ha spiegato sommariamente come si faceva a calcolare la rotta ai tempi in cui il GPS non esisteva ancora. Ha aperto qualche armadietto per cercare quello strumento che un tempo si usava ogni giorno, e che oggi è riposto accuratamente in una scatola: il sestante. Purtroppo però la serata era troppo nuvolosa per poter identificare delle stelle e per dimostrarci la misurazione della posizione della nave. Oggi la tecnologia rende la vita molto più facile: basta trascrivere nelle mappe nautichele posizioni dettagliate lette sullo schermo del GPS: per sicurezza, ce ne sono ben 3 a bordo!

DAY 11 – 1/4/2013

Eli: Nelle ultime sere è stato nuvoloso, quindi i tramonti non sono stati molto interessanti. Ci stiamo avvicinando all’equatore e fra un paio di giorni torneremo nell’emisfero nord, dal quale manchiamo da circa 3 mesi. Ci sarebbe piaciuto provare la piscina che avevano riempito di acqua di mare, ma dopo l’esercitazione antincendio di qualche giorno fa l’acqua è diventata marrone e non è molto invitante. Credo che arrivati a Hong Kong diventerò vegetariana per un po’: qui non si mangia che carne…in tutte le salse e di diversi tipi, ma a pranzo e cena c’è sempre solo carne. Anche a colazione in realtà propongono salsicce, bacon e prosciutti alla griglia, ma per fortuna anche pane e marmellata. Non sappiamo se questa abitudine sia dovuta alla cucina filippina, o se il cuoco filippino voglia accontentare i gusti degli ufficiali tedeschi. Certo è che noi apprezzeremmo anche un po’ di verdura ogni tanto…

DAY 12 – 2/4/2013

Ale: Andiamo avanti nel nostro lavoro di cancellazione e catalogazione foto. È bello rivivere i luoghi di questi ultimi 6 mesi. Ci rendiamo conto di quanti posti abbiamo visitato, quante avventure abbiamo vissuto…e come è volato il tempo! Anche qui sulla nave sta volando, o meglio, scivolando sotto di noi! Domani saremo nell’emisfero nord e ci siamo accorti della vicinanza con l’equatore stasera quando per la prima volta da quando siamo saliti ha piovuto a dirotto: una pioggia tropicale in mezzo all’oceano durata poco meno di un’ora, che mi ha permesso di fare degli scatti particolari.

DAY 13 – 3/4/2013

Eli: Prima di partire avrei giurato che, mano a mano che passavano i giorni a bordo, ci saremmo annoiati sempre di più e saremmo stati sempre più impazienti di scendere. Siamo invece praticamente a metà, ma il nostro entusiasmo non è calato: si è modificato, certo, ma forse oggi è anche meglio del primo giorno. È meglio perché ora ci siamo adattati al rollio della nave, ci siamo creati i nostri ritmi e i nostri spazi su questa e conosciamo anche i movimenti e gli orari di tutto l’equipaggio, quindi rispetto ai primi giorni siamo più liberi di gestirci e programmarci la giornata come meglio crediamo. Oggi siamo entrati nell’emisfero nord: ci siamo fatti svegliare con una telefonata dal primo ufficiale alle 4.30 del mattino. Volevamo infatti essere presenti al simbolico momento in cui il GPS indicava il passaggio dell’equatore.

DAY 14 – 4/4/2013

Eli – Ale: Abbiamo finalmente provato la piscina e la sauna! Pensiamo che non le usi nessuno, non sappiamo se è perché noi siamo “gli ospiti” e quindi vogliono lasciarci la nostra privacy, o perché nessuno è interessato a questo tipo di attività. Fatto sta che noi abbiamo apprezzato ed è stato un bel cambiamento nella routine della nostra giornata!

DAY 15 – 5/4/2013

Ale: Questa mattina abbiamo passato il meridiano 165 ovest, il che significa che abbiamo raggiunto il punto più distante da casa in questo viaggio. Da oggi quindi inizia il lento ritorno, cercando di farlo durare il più possibile. Speriamo che l’Asia ci riservi tante belle sorprese come hanno saputo fare le Americhe.

DAY 16 – 6/4/2013

Eli – Ale: Negli ultimi giorni il mare è stato decisamente più mosso del solito e di conseguenza la nave ha un rollio più forte. Durante il giorno non ci disturba più di tanto, ma di notte non riusciamo proprio ad abituarci al movimento che, se dormiamo di lato, ci fa inevitabilmente cadere sulla pancia o sulla schiena… Siamo sempre più certi che all’arrivo soffriremo però il mal di terra! Oggi per la prima volta abbiamo visto un’altra nave! Era segnata sul monitor e pensavamo di non poterla vedere ad occhio nudo ma invece, siccome era già buio, in lontananza abbiamo visto le sue luci.. Col binocolo sembrava vicinissima, ma in realtà era a circa 12km da noi. Una strana sensazione pensare che a poca distanza c’erano altre persone. Sono ormai giorni che siamo soli nell’oceano e l’idea che ci siamo incrociati con altri esserei umani ci ha dato un fremito di felicità!

DAY 17 – 7/4/2013

Eli – Ale: Si è rotto l’alimentatore del computer, così non possiamo più lavorare fino alla fine di questa traversata. Siamo andati in panico appena l’abbiamo scoperto perché il lavoro delle foto, delle cose da preparare per il nostro sito e altro, ci tenevano occupate le giornate e non aver da fare niente di tutto ciò ci lascia con dei giorni pieni di vuoto… Questa cosa ci ha fatto rendere conto di quanto siamo dipendenti dalla tecnologia, da quanto puntiamo tutto sui PC, sui televisori, sui telefoni. Ci è venuta un po’ di tristezza pensando a quanto la nostra vita ci sembri vuota senza la tecnologia (già senza internet ci sembra di impazzire a volte!). Ci siamo detti che forse è stato un segnale, un ammonimento o un’esortazione a goderci di più il dolce far niente della nave, l’oceano e il vuoto attorno a noi. In realtà sulla nave non ci sono molti spazi che possiamo usare per stare all’aria aperta perché non è una nave da crociera, e nelle aree di lavoro dei marinai non possiamo sederci a prendere il sole! Ma c’inventeremo una maniera per cambiare il ritmo die prossimi giorni e penseremo a una nuova routine.

8/4/2013 = Giorno cancellato per passaggio del meridiano 180

DAY 18 – 9/4/2013

Eli – Ale: Non abbiamo vissuto la giornata di ieri. O meglio, per noi ieri era il giorno 7: siamo andati a letto il 7 e ci siamo svegliati il 9, ma non perché abbiamo dormito troppo! Da quando siamo salpati infatti, abbiamo cambiato già ben 9 fusi orari, tirando indietro di un’ora ogni qualche giorno. Così ci siamo ritrovati con un sacco di ore vissute in più e abbiamo dovuto “restituire” una giornata! Praticamente alla mezzanotte del 7, siamo passati subito al 9…Che strano! Ora dobbiamo ancora cambiare 4 fusi orari ma siccome abbiamo oltrepassato il meridiano 180, non siamo più indietro rispetto all’Italia ma avanti. Avessimo fatto la traversata al contrario invece, avremmo vissuto una stessa giornata due volte. Noi siamo più felici così, perché è un giorno in meno che ci separa dall’arrivo… soprattutto ora che siamo senza computer!

DAY 19 – 10/4/2013

Ale: Oggi seconda visita alla sala macchine. Dopo che il capo macchina mi ha delucidato su una quantità infinita di dettagli tecnici di ogni genere, seguiti da altrettanti numeri, sono rimasto impressionato dai seguenti: 80000 litri e’ il carburante che consumiamo ogni giorno; 600 dollari il prezzo alla tonnellata; 120 dollari il prezzo di 5 anni fa alla tonnellata; 20000 litri è il carburante solo per il generatore elettrico; 1500kW per i container refrigerati, 2500kW per la nave; ogni 5 anni la nave va in porto per essere ridipinta completamente, le navi da crociera ogni anno, questo perché nelle cargo lavorano costantemente alla pulizia dalla ruggine e alla manutenzione. Dopo i dettagli tecnici, ho finito di fotografare i marinai, lavoro iniziato qualche giorno fa. Ora piscina e sauna fino alle 11.45 quando avrò il secondo appuntamento fotografico del giorno. Ogni giorno infatti alle 12 scatto dei panorami all’orizzonte e mi appunto la latitudine e la longitudine. Il trasformatore del computer si è rotto e quindi non potremo più andare avanti coi lavori di sistemazione delle foto. Dovremo cercarci altre cose per occupare la giornata ma ormai manca poco all’arrivo. A Keelung, Taiwan proveremo a scendere per comprarne uno.

DAY 20 – 11/4/2013

Eli: Non so come abbiano fatto a passare 20 giorni! Sembra impossibile che da 20 giorni non vediamo altro che mare attorno e non abbiamo un terreno stabile sotto i piedi. Ormai ci siamo abituati a tutto: gli orari dei pasti che all’inizio ci sembravano strani, ora scandiscono bene le nostre giornate e il movimento dalla nave è diventata cosa abituale, anche di notte! Stiamo anche scambiando più parole coi vari ufficiali (tranne col comandante che è sempre un po’ sulle sue) e coi marinai che all’inizio erano più timidi. Fra soli 5 giorni attraccheremo a Taiwan e siamo indecisi se scendere o approfittare per fare delle foto mentre caricano e scaricano la nave. Infatti ci hanno detto che di solito sale un “businessman” che vende tecnologia, quindi forse non dovremo neppure scendere per compare l’adattatore, vediamo!

DAY 21 – 12/4/2013

Eli – Ale: Ci sono dei problemi con i container frigorifero: il capitano ci ha spiegato che può succedere che a volte si rompano o si danneggino alcune parti dei container per via della salsedine, del sole che gli batte ogni giorno o per guasti tecnici. Il problema, in questo viaggio, è che non hanno caricato i pezzi di ricambio necessari per le riparazioni a Valparaiso, forse per via della fretta dovuta al ritardo accumulato. Così gli elettricisti, il capitano e i tecnici stanno cercando di inventarsi una maniera per riparare i container prendendo i pezzi da altri container vicini. In questo modo cercano di salvare le tonnellate di frutta che stiamo trasportando. Solo una volta arrivati a destino e aperti i container però si saprà se la frutta è marcita o si è salvata.

DAY 22 – 13/4/2013

Eli – Ale: Questa è stata la giornata più brutta da quando siamo partiti: ha piovuto tutto il giorno, il mare era mosso e non siamo potuti uscire neppure un momento. Abbiamo cercato di farci passare la giornata leggendo, dal computer della nave, la guida della Cina che abbiamo in versione pdf, così da farci un’idea dell’itinerario di massima…ma speriamo che domani torni il sole o che almeno non piova, così da poter prendere un po’ di aria diversa da quella condizionata!

DAY 23 – 14/4/2013

Eli – Ale: Oggi era il nostro primo anniversario di matrimonio! Sicuramente lo abbiamo festeggiato in un luogo un po’ insolito, ed è stato difficile cambiare ritmo alla routine della vita a bordo per renderlo più speciale degli altri giorni.Il tempo ci ha graziati e ci ha concesso qualche ora di sole durante le quali siamo stati in prua ad ascoltare il mare. La prua infatti è l’unico posto in tutta la nave dove non ci sia il rumore assordante del motore e dei container refrigeranti ed è bello godersi invece le onde che s’infrangono sulla punta della nave e il vento che sibila. Il cuoco ci aveva promesso un dolcetto, ma si è ammalato così, per fare qualcosa di diverso dal solito, abbiamo comprato una bottiglia di vino e l’abbiamo condivisa con gli ufficiali che si solito mangiano nella sala con noi. È stato un anniversario molto semplice, ma ce lo ricorderemo sicuramente!

DAY 24 – 15/4/2013

Eli – Ale: Siamo in fibrillazione per l’arrivo a Taiwan! In prua oggi pomeriggio c’erano già tutte le cime pronte per l’ormeggio di domani. Il capitano ha ritirato i passaporti di tutti per farci il permesso per sbarcare e ha voluto anche i nostri libretti della febbre gialla, si vede che è obbligatoria a Taiwan. Sembra che il famoso “businessman” salga a bordo, quindi proveremo a chiedere se ha il nostro alimentatore, altrimenti scenderemo per andare in qualche negozio del centro. Non vediamo l’ora di mettere i piedi sulla terraferma!

DAY 25 – 16/4/2013

Eli – Ale: La sveglia è suonata alle 5.30 stamattina: volevamo vedere dall’oblò la terra che si avvicinava ed è stata una bella emozione! Alle 7 già attraccavamo al porto di Keelung e alle 8 hanno iniziato a scaricare i container che si fermavano lì. Siamo stati in trepida attesa del pass per sbarcare fino alle 9.30. La nostra uscita era in realtà solo finalizzata all’acquisto dell’alimentatore del PC (che peraltro non abbiamo trovato) ed è durata solo un paio d’ore, ma è stata una bellissima sensazione quella di mettere i piedi a terra anche solo per poco! Soprattutto ci siamo resi conto che siamo in Asia e che ci siamo arrivati senza volare! Con l’aereo saremmo passati dal calore del sud America al cemento di Taiwan in poche ore, ma dopo 24 giorni d’oceano sentiamo di esserci evitati questo trauma e l’approccio è stato effettivamente più soft! É come se i giorni in nave ci avessero fatto da “cuscinetto” preparatorio e ci sentiamo anche leggermente anestetizzati da questo periodo di “limbo”, come se avessimo schiacciato “play” dopo una lunga pausa! Alle 5 oggi pomeriggio siamo ripartiti alla volta di Hong Kong. Un giorno ancora di navigazione…

DAY 26 – 17/4/2013

Eli – Ale: Ultimo giorno di navigazione. La notte scorsa il motore è andato a tutta potenza e anche oggi perché, come ci ha spiegato il capitano, ci hanno chiesto di arrivare a Hong Kong in anticipo di qualche ora. Alle 22.30 stasera è salito a bordo il pilota del porto per farci fare la manovra di attracco, che è avvenuta a mezzanotte. Nella fitta nebbia di Hong Kong abbiamo intravisto le luci delle gru, ma non abbiamo ancora capito quanto grande sia il porto. L’umidità è altissima e la nebbia è peggio di quella della pianura padana nel bel mezzo di novembre! Stanotte dormiremo ancora a bordo ma sarà molto diverso da tutte quelle passate qui: non saremo cullati dalle onde, ma bombardati dal rumore dei container che sono arrivati a destinazione e che devono essere scaricati.

DAY 27 – 18/4/2013

Eli – Ale: Siamo pronti: zaini fatti, armadi svuotati, equipaggio salutato. Stiamo attendendo una persona dell’immigrazione che deve salire a bordo per darci il permesso di scendere. Mentre attendiamo guardiamo dal nostro oblò i container che volano dalla nave alla banchina grazie a delle enormi gru e non possiamo credere di essere arrivati. Ad attenderci sull’isola di Hong Kong ci sono Tiziana ed Alberto, due amici di Ale dei tempi dell’università che vivono qui da qualche anno: non vediamo l’ora di rivederli! Siamo emozionati, impazienti, smaniosi di visitare questa città, di camminare fra la sua gente, e di assaporare la Cina in ogni sua sfumatura. Siamo carichi di un nuovo entusiasmo, ci sentiamo riposati dopo questi giorni passati in totale relax e sentiamo l’adrenalina di riprendere il nostro viaggio in questa parte del mondo che ci affascina e ci incuriosisce. Il telefono squilla, sarà il capitano che ci avvisa che è arrivata la persona….andiamo allora, diamo inizio alla seconda parte del nostro meraviglioso viaggio!

  22 commenti riguardo “Diario di bordo

  1. Tita & Lolli
    21 aprile 2013 alle 16:39

    Oh! Che belloooo siete tornati!! ho aperto per caso come facevo in questi ultimi gg per vedere se c’erano vostre news …. Ed eccovi!!!!! Yea! ….. Intanto voglio mandarvi un grosso saluto! ho iniziato subito a leggervi, ma poi quando mi sono resa conto che c’è tantissimo da leggere ho un attimo sospeso, tale era la voglia di scrivervi 😉 …. Bene ora che vi ho scritto il mio saluto torno alla lettura del vostro racconto l’inizio mi sembra molto piacevole….. Ora vi lascio la curiosità di sapere come è andata è forte. Ci risentiremo a fine lettura!
    Un abbraccio!!!! 😉
    Ciaooooo!

  2. Gianfranco Salomi
    21 aprile 2013 alle 16:51

    Che emozione leggervi nuovamente ed aver appreso come avete passato questi lunghi giorni di navigazione; complimenti per il diario veramente esaustivo e buona continuazione della vostra avventura, un forte abbraccio da Paola e Gianfranco

  3. Emiliano Bedei
    21 aprile 2013 alle 17:23

    Bentornati !!!!!!!!!!!
    Come state? Corpo di una balena…..mi siete mancati.
    Ho letto tutto d’un fiato il vostro giornale di bordo, e devo dire che come esperienza, per voi è stata sicuramente indimenticabile e rimarrà nei vostri cuori per sempre. Mamma mia che bello dev’esser stato. Un’altra tacca di invidia è stata apportata al mio “invidiometro”.
    Bene cari i miei marinai,ora che siete riposati, siete pronti a camminare nuovamente? Devo sapere tutto dell’Asia.
    Un bacione
    Emiliano ed Elena

  4. cristina
    21 aprile 2013 alle 18:03

    Ciao Eli e Ale,
    finalmente Terraaaaaa! Sono contenta che tutto sia andato bene, bello il diario di bordo…….mi siete mancati, e ora via, verso nuove avventure!!!!
    Ni hao! (ciao), ho studiato……un abbraccio.
    Cristina

  5. Enith Auns
    21 aprile 2013 alle 19:51

    Elisa / Ale, que padre que ya estan en Asia, un beso grande desde Atlanta, USA. Los queremos mucho. Enith

  6. Fabri&Eli
    21 aprile 2013 alle 21:43

    EVVIVAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!! Che bello leggere il vostro racconto…. ma quanto ci siete mancati??!! Che bella l’esperienza sulla nave. Chi l’avrebbe mai detto che avreste trovato così tanti confort?
    Non vedo l’ora di vedere gli scatti fatti da Alessandro…
    Buona seconda parte del viaggio… Adrenalina e positività non vi mancando!!
    Un abbraccio

  7. Conciwilli
    22 aprile 2013 alle 00:20

    Ciao ragazzi, quando siete stati a casa nostra prima di partire per il vostro giro del mondo, il
    nostro Davide aveva un mese e il nostro Francesco stava cominciando a realizzare di avere un fratello. Siamo stati felici di vedere una bella coppia, così affiatata e unità dalla vocazione al viaggio. Ora Davide gattona intrepido per casa, ha conquistato il movimento, e Francesco, che ha cominciato la Scuola materna, si misura col mondo esterno e fa le sue prime amicizie. Le foto e il diario si “sposano” proprio bene e parlano di un viaggio a due che promette di essere sempre più avvincente. Buon proseguimento! Concetta, William, Francesco e Davide

  8. Glory
    22 aprile 2013 alle 05:31

    Nelle nottate sveglia con Elia ke mangia, passo il tempo a leggere le vs meravigliose avventure!!!! Anke in qst parte di mondo vi pensiamo e siamo con voi!!! Ciao splendoriiiiiiiiii

  9. Roberto
    22 aprile 2013 alle 08:29

    Bentornati, butei.

  10. Cristina
    22 aprile 2013 alle 11:03

    Bentornati a Terra!
    Letto tutto d’un fiato il vostro diario di bordo! Grazie per averlo pubblicato, è come leggere un libro! Quando si viaggia, il tempo vola ancor di più.
    Grazie di condividere questa fantastica esperienza.
    Mi piacerebbe vedere le foto…
    Un abbraccio
    Cristina (ch)

  11. Tita & Lolli
    22 aprile 2013 alle 13:01

    Rieccoci! Dopo aver letto tutta la vostra avventura sulla nave cargo vi scriviamo dal “futuro” 😉 visto che adesso siete più giovani di un gg non avendo vissuto l’8 aprile! 😉
    Siamo rimasti impressionati da tutto il vostro racconto, sicuramente un esperienza così non è da tutti, anzi, direi che passare l’anniversario di matrimonio così è più unico che raro, potrete trovare gente che ha festeggiato magari in crociera, ma su una nave cargo questo vi distinguerà sicuramente! 😉 …. E comunque auguri di buon anniversario!
    Ci hanno stupito anche i dati dei consumi di carburante e di energia della nave! Che ti fanno anche pensare a quante navi che girano e quanto inquinamento ogni gg si disperde nell’aria e nel mare…..
    Ora attendiamo la vostra nuova avventura nel nuovo continente con una nuova cultura e modo di vivere e sopratutto nuovo modo di mangiare!
    Buona “seconda parte” !
    Avanti tuuuuuuttaaaaaaaaa!!!!!!
    Baci!

  12. Franco
    22 aprile 2013 alle 16:31

    Devo dire che mi è mancata molto la quasi quotidiana lettura dei vostri spostamenti. Il diario di bordo è fantastico ed il vostro aspetto (Ale con barba incolta ed Eli appoggiata al parapetto con postura da navigatrice consumata) è da veri “lupi di mare”.
    Ora il mare non ci separa più…. siamo decisamente più vicini.
    Buona continuazione.
    Un abbraccio, papà

    • Dany Gloder
      23 aprile 2013 alle 20:53

      Che bella frase… è vero… “adesso il mare non ci separa più”! Ciao Franco!!! un bacione ragazzi!!!

  13. chiara
    22 aprile 2013 alle 18:48

    Complimenti per il diario di bordo! Ottimo! Ben tornati a terra! Inutele dire che mi siete mancati! Ottima sorpresa quella del diario, quando ho aperto il sito questa mattina! Mi avete fatto passare un po’ di tempo anche se virtuale con voi! In una giornata di lavoro di calma piatta! Alle prossime avventure asiatiche!

  14. gianfranco e anna
    22 aprile 2013 alle 20:28

    vi seguiamo sempre molto interessati…..ora Vi aspetta un’ltro mondo diverso per costumi ed abitudini dal precedente … per questo non vediamo l’ora che ce lo descriviate …. beati Voi … noi qui con tanta invidia Vi seguiamo
    auguriiiiiiiiiiiiii

  15. Dany Gloder
    23 aprile 2013 alle 20:55

    Sono giorni che cerco un pò di tempo per leggere il vostro diario! Finalmente ce l’ho fatta… l’ho letto tutto d’un fiato! Altri 30 giorni sono passati… egoisticamente mi piace pensare che siete sulla via del ritorno! Ma godetevi ancora questo viaggio più che potete!
    Vi voglio bene…

  16. Farinazzo Gianfranco
    24 aprile 2013 alle 11:12

    Ciao Alessandro. Sono un tuo nuovo amico. Ti ho contattato vedendo il tuo cognome “Gloder” che ritengo sia un cognome tipico dell’Altopiano di Asiago, dato che lī ci sono parecchi Gloder. Ma mi sono imbattuto in un viaggio di nozze per me veramente originale e unico. Perciò tralasciò per ora la mia domanda , per seguire il tuo viaggio. Ho letto il tuo Diari di Bordo e mi ha preso così tanto che voglio continuare a seguirlo. Molto interessante e straordinario. Finisco per non farti perdere del tempo, ci sentiremo……

  17. simona
    24 aprile 2013 alle 14:10

    Finalmente sono riuscita a leggere in un batter d’occhio il vostro straordinario diario di bordo.
    Bentornati a terra ragazzi!
    Vi sento molto più vicino ora. Buon proseguimento!
    Un forte abbraccio, mamis

  18. Naike
    25 aprile 2013 alle 20:47

    Bentornati o ben arrivati… Dipende dai punti di vista 🙂
    Ale quando torni ti tocca scrivere un libro per spiegarci tutto il viaggio.
    Poi sta traversata in nave cargo, mi dovrai troppo dire come funziona… É una cosa troppooo stranaaaa

  19. ale
    30 aprile 2013 alle 11:34

    …SIETE DEI SUPER EROI!!!!VI VOGLIO BENISSIMO

  20. Silvia
    13 agosto 2013 alle 02:07

    Ciao, belissimo blog, l’ho append scoperto leggendo la stampa. Da sempre vorrei fare un viaggio su una nave cargo, in particolare una che vedo spesso qui nel porto di Fremantle ( Australia). Mi ha incuriosito la faccenda dei container frigo con la frutta, perché spesso mi chiedo come viaggia la frutta che viene importata. Infatti qui in Australia qualche volta vendono kiwi italiani, immagino a questo punto che arrivino via nave. Insomma, quanti giorni possono resistere frutta e verdura dal raccolto al consumo? Come fanno?
    Scusate per le domande che non c’entrano molto col vostro viaggio, vi ammirò molto, complimenti! È bellissime foto.
    Un saluto dall’Australia

  21. paolo
    4 maggio 2014 alle 19:34

    attraversare l’oceano pacifico in nave: impressionante solo a pensarci…

    paolo

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