Prada e pagode

Posted from Hangzhou, Zhejiang, China.

Dopo 10 giorni di pioggia o cielo grigio, Hangzhou ci ha accolti con 30 gradi e un sole che spaccava le pietre! Siamo venuti qui perché avevamo voglia di rifarci gli occhi con un po’ di verde dopo gli ultimi giorni di cemento cittadino ed inoltre io c’ero stata anni fa, quando vivevo a Shanghai e allora mi era piaciuta molto la sua atmosfera rilassata, il tranquillo lungo lago, le casette basse, i ristorantini tipici e soprattutto ricordo che avevo apprezzato la bassa densità di popolazione rispetto alla megalopoli dove vivevo. Quando siamo arrivati però sono rimasta sorpresa di quanto questa città sia cambiata dal 2006. Innanzitutto è stata aperta la prima linea metropolitana solo due mesi fa (infatti profuma ancora di nuovo), poi in tutto il lungo lago le casette basse hanno lasciato il posto a lussuosissimi centri commerciali con negozi di tutti i generi: dalle marche più chic e costose come Prada, Gucci, Luis Vuitton, alle più sportive Nike, Adidas, All Star, Vans, alle più casual Zara, H&M, Gap, Mango. Insomma, il paradiso dello shopping! Vicino ai centri commerciali, i ristorantini tipici hanno lasciato invece il posto alle più note catene internazionali tipo Starbucks, Subway, Burger King, Mc Donalds, Pizza Hut e ai franchising cinesi… ce n’é per tutti i gusti! Sul lago circolano poi delle pacchianissime pagode galleggianti che fungono da ristoranti mobili che vogliono a tutti i costi essere romantiche ma che non hanno proprio incontrato il nostro gusto… Nel suo complesso comunque l’atmosfera del lungo lago era molto piacevole, nonostante le migliaia di persone a passeggio in qualsiasi momento della giornata…altro che bassa densità di popolazione! Abbiamo fatto un giro in quella che la nostra guida definisce “una simpatica ed affascinante via pedonale” per trovarvi negozi di souvenir di dubbio gusto (come

d’altra parte sono tutti i souvenir!) e copie sintetiche dei tradizionali vestiti cinesi in seta. La cosa più simpatica è stata fermarci a chiacchierare con un venditore di the che ci ha fatto provare diverse varietà della bevanda: quello verde, quello al gelsomino, quello al crisantemo. Mescolava le erbe fra loro per creare la miscela che ci potesse piacere di più, chiedendoci se preferissimo un sapore leggermente più forte o appena un po’ più delicato… difficile per noi carpire le più piccole differenze, ma sicuramente un’esperienza interessante! Abbiamo poi deciso di andare a visitare la prima nostra pagoda da quando siamo entrati in Cina: abbiamo trovato la brutta copia di una pagoda che era andata distrutta il secolo scorso e che è stata ricostruita senza farsi scrupolo di lasciare in bella vista materiali come il cemento armato, che normalmente non era impiegato nella costruzione delle pagode originali. Un ascensore in acciaio e cristallo che ti permette di salire rapidamente sulla sommità evitando le scale è l’ulteriore nota stonata in questo luogo che, secondo il nostro parere, potrebbe essere stato valorizzato meglio.
Insomma, non ho trovato esattamente ciò che mi aspettavo e le ragioni non possono essere che due: o nel 2006 ero andata in un’altra città pensando che fosse Hangzhou, oppure la Cina cresce ancora più velocemente di quello che vogliono farci credere!

  4 commenti riguardo “Prada e pagode

  1. Tita & Lolli
    18 maggio 2013 alle 17:09

    Decisamente la Cina cresce più velocemente di quello che pensiamo, centri commerciali marche d’elite o copie perfette delle nostre, e non solo, idee!
    Direi che l’unico che dal vostro racconto si salva è il venditore di té!
    Il mondo è sempre in esorabile evoluzione, come voi 😉 sempre Avanti Tuttttaaaaaaaaaaaa!!!!!
    Un Abbraccio!!!

  2. chiara
    19 maggio 2013 alle 12:54

    Ottima visita al lago, peccato che in Cina in base a quello che scrivete le cose cambiano così velocemente! Deve essere un posto veramente affascinante! Le pagode secondo me devono essere veramente affascinanti! Continuate così e alla prossima avventura.
    Anche il resto della family vi segue!

  3. Emiliano Bedei
    19 maggio 2013 alle 18:05

    Ciao Ragazzi.
    Nessun dubbio, la Cina avanza, e lo si nota anche e forse soprattutto, da queste cose.
    Il tempo antico lascia il passo alla “civiltà”, ed i risultati sono questi. Surrogati di “come eravamo”. Peccato……nessuno si sta salvando.
    Un abbraccio Emiliano ed Elena

  4. Franco
    21 maggio 2013 alle 18:29

    Un altro “paradiso perduto”…..

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