NO! NIET! MEIYOU!

Posted from Beijing, Beijing, China.

Una volta ottenuto il rinnovo del visto cinese (che ora scade il 28 giugno), ci siamo sentiti molto sollevati pensando di avere ancora molto tempo a nostra disposizione per visitare altre città nel nord del paese. Per fortuna però, prima di muoverci da Shanghai ed inoltrarci troppo verso l’interno della Cina, ci siamo portati avanti e abbiamo iniziato a cercare informazioni su internet a proposito dei visti per Russia e Mongolia, trappe praticamente obbligatorie per poter tornare a casa via terra, nonché paesi entrambi toccati dalla tanto famosa linea ferroviaria: la transiberiana. A quanto dicono le informazioni su internet, il visto per la Mongolia sembra non presentare particolari problemi ed è anche piuttosto semplice da ottenere, sia a Shanghai che a Pechino. Quello per la Russia invece sembra potersi richiedere solo dal proprio paese d’origine e inoltre serve una lettera d’invito rilasciata da un’agenzia russa per poter inoltrare la domanda. Sempre su internet, abbiamo quindi cercato un’agenzia viaggi cinese che ci facilitasse queste procedure e ne abbiamo trovata una a Pechino che ci ha confermato di poterci aiutare con la lettera d’invito e ci ha dato la buona notizia che l’Italia è uno dei pochi paesi per i quali la Russia fa un’eccezione e permette di richiedere il visto anche al di fuori del proprio paese d’origine. L’agenzia ci ha però anche consigliato di partire subito per Pechino per avere abbastanza giorni per inoltrare la richiesta perché normalmente servono almeno due settimane per il rilascio del visto. Ci siamo fatti due conti al volo: una volta arrivati a Pechino e consegnato il passaporto all’ambasciata russa, non avremmo potuto più muoverci da lì e quindi avremmo saltato Xi’an, la città dell’esercito di terracotta, che Ale non si sarebbe perso per niente al mondo! Così abbiamo salutato Shanghai e gli amici in fretta e furia e, grazie ai treni cinesi, con due comodi viaggi notturni siamo riusciti a fare una toccata e fuga ai guerrieri (ma di questo vi ha già raccontato tutto Ale). Arrivati a Pechino siamo andati subito all’agenzia che ha inoltrato immediatamente le pratiche per la lettera d’invito e ci ha consigliato di andare di persona in ambasciata perché, vedendoci, c’erano buone probabilità che ci rilasciassero il visto in una anziché in due settimane. Il che ci avrebbe dato sufficiente tempo per richiedere successivamente il visto per la Mongolia (che rilasciano in 4 giorni lavorativi), prima della scadenza del visto cinese. Così, armati di lettera d’invito, passaporti, fototessera e fotocopie varie, dopo aver fatto il check out ed aver lasciato i bagagli in hotel (non c’era posto per quella notte), di primo mattino siamo andati speranzosi all’ambasciata russa. Subito ci hanno detto NIET! Il visto russo non si può ottenere in meno di due settimane.. Poi, dopo aver cercato di fare impietosire la signora dietro lo sportello, ci hanno concesso un colloquio più approfondito con un funzionario di alta carica il quale, dopo averci fatto spiegare la nostra situazione e averci fatto mille domande, ci ha concesso di tornare a ritirare l’eventuale visto il giorno 21. “Eventuale” perché non è detto che le nostre carte siano in regola e che ce lo rilascino effettivamente.. noi speriamo di si, perché nel frattempo dobbiamo già prenotare i treni per uscire dalla Cina perché siamo ormai in alta stagione e sembrano essere molto pieni. Un po’ sollevati, siamo tornati in hotel a metà pomeriggio per recuperare i bagagli e spostarci in un altro qualche via più in là, già prenotato la sera prima. Peccato che, pronti per fare il check in, la signorina ci dice NO! Senza il passaporto non ci può accettare nel suo hotel… “Ma i passaporti sono in ambasciata russa, provi a chiamare per confermare! E poi abbiamo le fotocopie dei passaporti e il foglio rilasciato dall’ambasciata russa che conferma la cosa!” Niente da fare: per lei possiamo pure dormire per strada… Arrabbiati e scoraggiati, torniamo all’altro hotel per chiedere se magari nel frattempo qualcuno ha disdetto la prenotazione e si è liberata una stanza (poco probabile visto che è passata solo un’ora da quando siamo andati via da lì). MEIYOU! Non c’è: nessuno ha disdetto, ma hanno una stanza di “emergenza” molto piccola e senza bagno per questa notte, poi domani c’è posto. “Va benissimo, la prendiamo!” “Ma non volete vederla? É molto piccola” “No no, va bene così!”. Ce la fa vedere: è un buco! Ci sta giusto giusto il letto che rimane incastrato fra due pareti e non c’è spazio laterale: bisogna salirci dal fondo.. ma in fondo ci stanno gli zaini e niente di più: in due dentro la stanza non ci si sta… è un po’ claustrofobica ma non abbiamo scelta: qui ci accettano anche senza passaporto perché hanno già i nostri dati. La prendiamo, tanto è solo per una notte!
E ora speriamo di non ricevere altri NO e di avere il visto russo il 21… nel frattempo non possiamo far altro che visitare Pechino!

  4 commenti riguardo “NO! NIET! MEIYOU!

  1. Tita & Lolli
    14 giugno 2013 alle 17:15

    Hahaha! Che fighi che siete nella vostra “mini” cameretta…. Dopo tanto che si è in giro ci si adatta a tutto!
    Quando scrivete di tutti i permessi e visti che avete bisogno, mi viene in mente che qui c’è di tutto e di più (chissà come fanno loro….) Comunque sono sicura che alla fine riuscirete ad avere i vostri visti!
    Prossima tappa…… E adesso restiamo in attesa di scoprirla … Ma riuscite a passare anche dal Nepal? 🙂
    Ciaoooooooooooo!!!!!!

  2. simona
    18 giugno 2013 alle 21:16

    Claustrofobica situazione!! Avventurosissimi, che dire di più?
    Un abbraccione, mamis

  3. Emiliano Bedei
    19 giugno 2013 alle 21:10

    Ragazzi…non ci siamo dimenticati di voi. Eravamo in Svezia e Danimarca e……non abbiamo potuto seguirvi.
    Alla prossima
    Emiliano ed Elena

  4. Franco
    24 giugno 2013 alle 15:47

    Cercate di vedere la situazione da un altro punto di vista: non claustrofobica ma… intima ed accogliente!!!!!
    Baci,
    papà

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