Transiberiana 5° e ultima tratta (Ekaterinburg – Mosca)

Posted from Moscow, Moscow, Russia.

Ebbene si, questa era la tratta finale per completare la Transiberiana che infatti ha Mosca come ultima stazione (o come prima per chi va verso est). Siamo saliti su questo treno con un po’ di tristezza, pensando proprio al fatto che anche questo viaggio nel viaggio sia ormai volto al termine… A pochi chilometri da Ekaterinburg abbiamo passato gli Urali, che segnano il confine fra la Russia asiatica e quella europea: possiamo dunque dire di essere ormai entrati in Europa.
In netto contrasto con l’ultimo preso, questo treno era nuovissimo: la nostra cabina sembrava di prima classe (ma vi giuriamo che non lo era!) e oltre alle solite lenzuola bianche e asciugamano, stavolta abbiamo anche ricevuto un kit contenente spazzolino da denti, salvietta rinfrescante, tappi per le orecchie e soprattutto un’indispensabilissima salviettina pulisci scarpe! Inoltre ci hanno dato un panino al pollo, dei cracker, marmellata e un wafer al cioccolato: super lusso per noi! Non abbiamo capito il perché di

questo servizio così diverso dal solito, ma abbiamo di certo apprezzato!
Poco dopo essere partiti abbiamo adottato Ivan, un bimbo di sei anni che è venuto dentro il nostro scompartimento e ci è rimasto per ore. Alla sua prima domanda abbiamo risposto “niet paruski” anche se non siamo sicuri che voglia proprio dire “non parlo russo”. Lui sembrava aver capito, ma nonostante questo è andato avanti per ore a farci domande alle quali non abbiamo saputo rispondere. A un certo punto, battendosi sul petto ci ha detto: “Ivan!” e poi ha indicato a turno me ed Ale, chiedendoci i nostri nomi. Poi ha visto che Ale faceva le foto e ne era molto incuriosito: credevamo gli avesse chiesto cosa fotografasse fuori dal finestrino, così lui gli ha fatto vedere lo schermo, ma invece poi abbiamo capito che voleva la macchina fotografica per fare qualche scatto lui stesso! “Niet!” gli ha risposto Ale! Dopo un po’ è arrivata anche la sorellina (o almeno pensiamo fosse sua sorella!): Dana. Lei era più piccola e non parlava ancora, ma camminava benissimo e abbiamo capito che aveva una passione per la spazzatura: continuava ad andare avanti e indietro per il vagone con in mano delle buste di plastica che andava a buttare nel cestino! Ivan ci ha detto che è di

Mosca e poi abbiamo capito che voleva sapere di dove eravamo noi e così abbiamo sfoggiato quel vocabolo che ci piace tanto: italiensky! Abbiamo provato a chiedergli di scrivere il suo nome, ma forse non sapeva ancora farlo o non gli piaceva perché invece che scrivere ha disegnato noi due: Ale con la barba e io con un cappellino in testa! Anche su questo treno sono stati i bambini ad intrattenerci e a farci passare più velocemente il viaggio.
I nostri compagni di scompartimento sono saliti alle sei di sera, quando noi eravamo già sul treno da otto ore. Erano ragazzo e ragazza di Mosca che tornavano a casa dopo essere andati a trovare la nonna di lei. Alexander parlava solo russo, ma Katja ha sfoderato un francese misto a inglese col quale siamo riusciti a comunicarci più dei soliti convenevoli. Erano molto sorpresi dal fatto che avessimo scelto di viaggiare in Russia: ci hanno detto che loro sono convinti che gli stranieri pensino che la Russia sia un posto pericoloso, pieno di mafia e delinquenza. Ci hanno chiesto quale città ci sia piaciuta di più finora e, alla nostra risposta “Ekaterinburg” ci hanno detto ridendo che a loro invece non piace per niente! A noi sinceramente la Russia sta piacendo tantissimo. Da quando siamo entrati poi ci è sembrato di essere già in Europa, forse perché questo paese ha molta storia, cultura, arte e le persone hanno i tratti somatici più simili ai nostri che agli asiatici e, anche se non parliamo la loro lingua, abbiamo un comune linguaggio non verbale, cosa che finora non avevamo ancora sperimentato.
Dal finestrino sono passati gli ultimi chilometri di steppa e qualche bosco di betulle ed abeti.. poi, già qualche chilometro da Mosca, è iniziata la megalopoli con le sue case così diverse da quelle in legno della Siberia!
Arrivati alla stazione di Mosca abbiamo avuto un fremito di felicità, misto a una nota di rimpianto: un’altra meta è stata raggiunta coipiediperterra, ma i 7800 km di Transiberiana sono ormai dietro di noi, percorsi anche quelli in un battibaleno… e non possiamo che pensare a quanto vicini a casa siamo ora.

Navigazione articolo

  5 commenti riguardo “Transiberiana 5° e ultima tratta (Ekaterinburg – Mosca)

  1. Emiliano Bedei
    25 Luglio 2013 alle 21:39

    Visto la penultima tratta, ho mosso i soliti agganci e………..visto che trenino vi ho procurato?
    Beh, da una parte, finalmente basta treni da 1.000 ore, dall’altra penso che dispiaccia, anche se ti stronca, perdere un’esperienza del genere. Adesso ci “vi”, aspetta Mosca, e sono certo che il reportage sarà estremamente ricco. Asspettiamo con ansia.
    Un abbraccione forte forte Emiliano ed Elena.

  2. Cristina
    26 Luglio 2013 alle 07:34

    Sono emozionata per voi!
    Con affetto
    Cristina ch

  3. filippo
    26 Luglio 2013 alle 12:05

    Con tutti questi bei bambini incontrati per strada non vi resta che metterne subito uno in cantiere…

    A presto, ma prima di tornare fatevi ancora qualche bel giretto e non scordatevi di mandarci altre belle foto.

    Ciao

  4. Franco
    27 Luglio 2013 alle 15:35

    ia nie gavarish paruski…. Forse avrei dovuto darvi il mio quaderno di appunti….
    Bellissime, come sempre, foto e descrizione: manca solo l’odore del treno per sentimi insieme a voi. Sempre più vicini alla meta che, se pur desiderata, porta con se anche un po’ di tristezza per una magnifica avventura che volge al termine. E’ tempo di iniziare a tenere impegnata la mente per pensare a nuove avventure…
    uvidimsia, papà

  5. Elena
    27 Luglio 2013 alle 22:11

    Sempre affascinante seguire i vostri reportage.
    E poi siete più belli adesso di quando siete partiti 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *