Tutto è bene…

Posted from Prague, Hlavní město Praha, Czech Republic.

Dopo aver visitato le tre capitali baltiche (che ci hanno piacevolmente sorpresi), il nostro problema è stato trovare un collegamento per tornare a casa: non siamo più abituati ai prezzi europei e, guardando su internet, ci sembrava tutto carissimo ed infattibile. Dopo qualche ora passata a confrontare diversi prezzi e soluzioni di autobus e treni, abbiamo optato per un ultimo trasferimento notturno in bus, tra Vilnius e Praga, passando per Varsavia dove però abbiamo deciso di non fermarci a dormire. E così, ieri mattina abbiamo fatto il check out dal nostro hotel a Vilnius, fatto provviste alimentari per il lungo viaggio (19 ore più una di fuso orario) e siamo andati alla stazione degli autobus. Purtroppo però, avendo nei giorni scorsi tergiversato non poco per la scelta e avendo comprato il biglietto solo il giorno prima della partenza, i nostri due erano gli ultimi posti liberi e ovviamente non erano vicini, ma uno al piano di sopra e uno al piano di sotto. Siamo partiti alle 15.10, in perfetto orario come sempre è successo finora, dalla Cina a qui, e ci siamo accomodati nei nostri posti lontani, ognuno coi suoi pensieri, ma con uno comune in testa: questo è l’ultimo trasferimento notturno del viaggio… la hostess, gentilissima, ha passato i primi dieci minuti a correre su e giù dal bus per vedere di trovare qualche anima gentile che facesse cambio di posto con noi per lasciarci vicini, ma niente da fare. Poi si è accorta di due posti liberi in fondo al bus e ci ha detto di sederci lì perché tanto si sarebbero occupati solo a Varsavia, dove saremmo dovuti arrivare alle 23. Peccato che a pochi chilometri dalla prima fermata (a tre ore da Vilnius e appena entrati in Polonia), l’autista si sia perso a causa di una deviazione per lavori e ci siamo ritrovati a fare manovre impossibili in una stradina di campagna con un mezzo decisamente troppo grande per fare inversione di marcia. Quando sembrava che le manovre fossero finite e che l’autista avesse ritrovato la retta via, ci siamo trovati davanti a dei binari che forse erano un po’ troppo alti per il nostro peso… con una bella “grattata di pancia”, il bus ha attraversato i binari ed subito dopo ha iniziato ad emanare una forte puzza di gasolio… l’autista si è fermato e la hostess ha iniziato a correre come una pazza, cercando di farci stare tutti calmi quando la più agitata sembrava proprio lei, e intanto ha iniziato a telefonare per richiedere soccorso. L’autista nel frattempo si è infilato sotto il bus, con la sua bella camicia bianca e ne è riemerso pochi minuti dopo con la camicia nera per chiederci se per caso avessimo del sapone: c’era ovviamente un buco nel serbatoio e, a detta sua, il sapone sarebbe servito per tappare il buco. E’ iniziata così la processione di tutti i passeggeri che andavano a consegnare i loro pezzettini di sapone alla hostess perché li portasse al povero autista scoraggiato. E noi che pensavamo che certe cose succedessero solo in certi paesi! Siamo rimasti fermi così per un’ora e mezza e poi, quando il danno è stato riparato (non abbiamo saputo se col sapone o meno), siamo tornati alla stazione che avevamo appena lasciato per fare scendere sei passeggeri che sono saliti al volo su un altro autobus per Varsavia: forse avevano da là un altro collegamento e non potevano perderlo. Noi invece, ancora tutti sul pullman meno sei, siamo finiti da un meccanico che grazie al cielo era ancora aperto alle 20.30. Ci hanno fatti scendere e siamo rimasti lì un’altra ora e mezza. Per fortuna che noi, ormai abituati ai ritardi e alle poche soste degli autobus sudamericani, ci portiamo sempre molte scorte di cibo nei viaggi lunghi; ci siamo seduti sul marciapiede e abbiamo cenato, sperando di non doverci anche passare la notte in quel cortile! Alla fine siamo ripartiti con in tutto “solo” quattro ore di ritardo accumulato, e pochissima voglia di fare ancora tutto il resto della strada. A Varsavia poi, alle due di notte, siamo dovuti tornare ognuno al suo posto e ad Ale è capitato come vicino un signore sui 200kg circa, quindi ha passato la notte schiacciato tra la montagna d’uomo e il finestrino… ottimo come ultimo viaggio notturno! Ma alla fine è passato anche questo trasferimento e stamattina siamo arrivati a Praga, la nostra ultima tappa del viaggio… Quasi ci siamo presi un colpo quando arrivati in stazione hanno aperto il bagagliaio e il mio zaino non c’era: era stato per sbaglio tirato giù e nascosto dietro al pullman e per un attimo ci è quasi venuto da ridere… non ci è successo niente finora, proprio qui ci devono rubare lo zaino?!
Ma ci è andata bene anche stavolta invece: tutto è bene quel che finisce…a Praga!

  6 commenti riguardo “Tutto è bene…

  1. Cristina
    8 Agosto 2013 alle 14:22

    Sembra quasi che “qualcosa” voglia allungare il vostro bel viaggio! 😉
    Manca poco però!
    Un abbraccio
    Cristina ch

  2. William
    8 Agosto 2013 alle 14:29

    Inboccallupo!
    Questi undici mesi sono passati velocemente accompagnati dal piacere di leggere il vostro diario di viaggio.
    Un grande abbraccio per il vostro rientro.
    William

  3. Franco
    8 Agosto 2013 alle 17:01

    Il finale non poteva essere senza nuove emozioni e così è stato. Un’altra bella avventura da mettere nello zaino dei ricordi.
    Vi aspettiamo……
    A prestisssssssssssssssssimo.
    Papà

  4. Tita & Lolli
    8 Agosto 2013 alle 18:35

    Hahaha! Che avventura! Vi capitano le cose più assurde dove meno ve lo aspettate! Poi la storia del sapone … Forse l’eventuale schiuma faceva da “tappo” … Sicuramente però dopo non ci sarà stata puzza di gasolio

  5. Emiliano Bedei
    8 Agosto 2013 alle 19:37

    Ma bravi!!! Un 21 ore di autobus ci volevano proprio. Questa volta nulla ho potuto, le mie conoscenza sono in ferie e………vedi nuova avventura. Vi è servita per movimentare, un anno di bambagia e di viaggi “tutto Comodita’ e tutto pronto e stanze spaziose ed ariose”, cosi adesso “sapete cosa vuol dire andare in giro per il mondo”. A parte gli scherzi sono contento che siate riusciti a continuare l’avventura, perpetrando la tradizione del no flight, col tocco di suspance. In fondo il viaggio non è ancora……..terminato.
    A presto Emiliano ed Elena

  6. Fabrizio&Elisa
    9 Agosto 2013 alle 14:27

    Non male come ultima emozionante avventure… Eli i tuoi racconti mi fanno morir dal ridere perché mi sembra proprio di essere lì con voi, a vedere la scena dell’autista meccanico che cerca di riparare con il sapone… hi hi hi hi…
    a prestissimoooooooooooooo

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